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Una radio pronta per le emergenze, cosa si ascolterebbe?

 

Una radio pronta x le emergenze, cosa si ascolterebbe?

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La stampa italiana ha in questi giorni dato spazio a una campagna in corso in Gran Bretagna perché tutti siano pronti a resistere in caso di emergenza almeno 72 ore. La Protezione Civile italiana consiglia da tempo a ogni famiglia di avere uno zaino di sicurezza in casa con lo stesso obiettivo di 3 giorni perché dopo un terremoto o un’alluvione i soccorsi possono tardare. Nello zaino anche consigliata anche una radio. Ma cosa ascolterebbe ?

Come ci segnala il nostro coordinatore scientifico Filippo Giannetti citando il quotidiano ”The Guardian” (https://www.theguardian.com/politics/2026/oct/22/britain-prepare-infrastructure-attacks-hostile-states-wes-streeting) e analoga notizia dell’ANSA ( https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/10/23/lallarme-del-governo-britannico-fate-tre-giorni-di-scorte_66f88aae-f438-459b-99a1-44e02c2ed966.html) è in corso in Gran Bretagna una campagna che consiglia ”be ready” (siate pronti, https://beready.campaign.gov.uk/be-ready-for-emergencies/) preparando uno zai per le 72 ore dove deve trovare posto anche (lo lasciamo in inglese) una ”FM radio (battery / wind up) for updates during outages, write down frequencies of any national or local radio stations you use for news”. E’ lo stesso consiglio della Protezione Civile italiana. Nello zaino di emergenza ci dev’essere una ”radio a pile per ascoltare le notizie ufficiali”. La regola delle 72 ore è spiegata per aspettare i soccorsi in sicurezza. Lo zaino d’emergenza dev’essere tenuto in casa e controllato almeno una volta l’anno. I consigli della Protezione Civile italiana sono chiari come quelli britannici:

E’ un sito chiarissimo e molto utile, tutt’altro che legato al panico ma a una sana consapevolezza.https://www.protezionecivilegenzano.it/comunicazioni/2026-09-02-kit-emergenza-famiglia-72-ore/
Lato radio però le questioni si complicano. Se va via la luce internet e telefoni saltano, gli stessi cellulari possono trovarsi nei guai e solo la radio può aiutare. Ma per sentire cosa?
Come nota il prof. Giannetti lo stesso ”ricorso alla rete di diffusione FM, che per una copertura capillare di un grande paese necessita di centinaia di ripetitori, ben difficilmente rimarrebbe operativa proprio nella zona colpita dall’emergenza”. Le onde medie invece con pochi impianti in luoghi chiave e le onde corte anche con uno solo farebbero esattamente ciò che occorre. Purtroppo, conclude il nostro coordinatore scientifico, ” il piano di suicidio hertziano è stato portato a compimento” e dobbiamo sconsolatamente considerare che è ”un film già visto e ci stiamo dicendo sempre le stesse cose”. Ripetiamole: riaccendete le onde medie e insegnate alla gente a farci conto!

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