In occasione di radioassistenze o di operazioni di Protezione Civile può fare comodo, a volte e in via eccezionale, interconnettere due aree non collegate tra loro o, semplicemente, condividere le informazioni su due bande diverse. Tutto questo si può realizzare predisponendo un piccolo traslatore di banda o “transponder”, in termine anglosassone. La moderna tecnologia dei microcontrollori permette di preparare un piccolo circuito, con un minimo di componenti, che realizzi un dispositivo di questo tipo. Dopo aver analizzato le caratteristiche da implementare, la scelta è ricaduta sull’Attiny85, microcontrollore con cinque piedini di I/O analogici e digitali, disponibile nel formato 8pinDIL. Il firmare, ridotto all’essenziale, può essere caricato anche su un Attiny25, compatibile pin-to-pin ma con memoria più piccola. Le apparecchiature da predisporre sono due TRX, possibilmente su bue bande diverse e sufficientemente distanti, per ottenere una buona separazione. Le linee necessarie alla gestione del dispositivo sono due per i segnali di bassa frequenza e due per la gestione del PTT dei trasmettitori. Il software di gestione controlla tutto il resto.Le uscite sono interbloccate, nel senso che per la traslazione si segue la coda “FIFO” (primo arrivato, primo servito): il primo segnale utile, tra i due, abilita la tratta che rimane attiva fino al rilascio del consenso. Per un funzionamento corretto i ricevitori devono avere lo squelch chiuso e quest’ultimo dovrà aprirsi solo all’arrivo, in bassa frequenza, del segnale utile. Il livello di intervento va regolato agendo su due trimmer, uno per ogni canale, così come il segnale microfonico, ridotto in rapporto di circa 1/mille ed “incrociato” sui due trasmettitori. Il primo segnale utile configura l’uscita attiva; l’altra resta in attesa dello sblocco, che avviene soltanto quando si chiude lo squelch del segnale attivatore precedente. In questo modo si riducono anche le interferenze da segnali indesiderati. I segnali di BF e microfonici vanno “incrociati”, dopo opportuna riduzione di livello: BF1>Mic2, BF2>Mic1. Per un corretto funzionamento, e per evitare il “dannoso” blocco in trasmissione del sistema, è fortemente consigliato l’uso del “Tone Squelch” sui due blocchi di ricezione. Questo evita che segnali indesiderati possano bloccare in trasmissione una delle due vie, inibendo l’uso dell’altra. In questa modalità, tutti gli utenti in ingresso devono inserire il “tone encoder” in trasmissione, per poter accedere al sistema che, così, resterà immune da eventuali segnali interferenti e portanti non-modulate. Il software gestirà le soglie di intervento e le attuazioni in uscita sulle due vie (PTT), prevedendo la rilevazione dei segnali di bassa frequenza sugli ingressi (rivelatore), i tempi di ritardo allo sgancio di trasmissione di circa 300 mSec (la cosiddetta “coda”, n.d.a.), una piccola isteresi per evitare svincoli indesiderati, ecc… Per la realizzazione del transponder potreste utilizzare due “portatili” ma se il loro uso si protrae nel tempo non esagerate con le potenze! L’affidabilità del collegamento è importante; meglio, in questo caso, utilizzare basse potenze o, in alternativa, due robusti apparati mobili/veicolari, che, verosimilmente, non presenteranno problemi se utilizzati a bassa potenza, anche per lungo tempo. Scegliete con cura le due frequenze operative (VHF/UHF), evitando che siano in relazione armonica tra loro! Se necessario, inserite un filtro di banda su ogni modulo a RF. Il firmware del microcontrollore non viene pubblicato; potete ricavarlo dai riferimenti, in fondo. In ogni caso, se necessario, posso fornire ulteriori informazioni. Nota: L’uso del transponder non è ammesso, generalmente, dalla normativa radioamatoriale, se non in casi eccezionali, appunto, di Protezione Civile. In ogni caso, va utilizzato con molta attenzione ed evitando dannose interferenze ai servizi già attivi!
