Le spedizioni dx

Le spedizioni DX (da Distance o Distant), nel contesto radioamatoriale, sono spedizioni organizzate da appassionati verso luoghi remoti, disabitati o rari per trasmettere via radio. L’obiettivo è attivare zone rare, permettendo ad altri radioamatori nel mondo di collegarle e ottenere diplomi.

Ecco i punti chiave delle spedizioni DX:
  • Significato: “DX” è l’abbreviazione telegrafica per “distanza” o “distante”.
  • Scopo: Attivare aree geografiche poco comuni o difficili da raggiungere per consentire ai radioamatori di tutto il mondo di completare un QSO (collegamento radio) con una nuova “entità” o entità DXCC.
  • Luoghi: Spesso si tratta di isole disabitate, paesi remoti o aree con limitata attività radio, come descritto da ARI Fidenza.
  • Sfide: Richiedono alta abilità operativa, gestione del “pile-up” (centinaia di stazioni che chiamano simultaneamente) e organizzazione logistica complessa.
  • Tecnica: Si utilizzano spesso stazioni radio con potenza elevata e antenne direttive per superare le difficoltà di propagazione. In sintesi, una spedizione DX è una “missione” radio focalizzata sulla comunicazione a lunghissima distanza da luoghi unici o rari.Le  “spedizioni dx”… c’è chi fa i safari, chi fa spedizioni scientifiche per raccogliere campioni di roccia o acqua… i radioamatori vanno a trasmettere segnali radio.

    Si possono fare piccole spedizioni con poche pretese, ad esempio durante la Luna di Miele se un Radioamatore europeo va a Thaiti, può cogliere l’occasione di portarsi la radio e passare ore a collegare altri radioamatori (così magari perde anche la moglie appena convolata a nozze hahahahaha ).

    Oppure ci si può organizzare alla grande e andare su un’isola disabitata in mezzo a qualche oceano, magari Antartico, noleggiando un rompighiaccio. Tutta un’altra cosa, ma anche tutte diverse le emozioni e le soddisfazioni che si raccoglieranno.

    Ogni anno vi sono spedizioni importanti, in posti estremamente remoti che rimarrebbero per noi solo uno sconosciuto puntino su qualche carta geografica, se non fosse per questi temerari che passano là 10 o 15 giorni consentendo a noi di mettere una crocetta in più nell’elenco dei paesi collegati.

    Visto il costo che hanno queste spedizioni, è ovvio che a parteciparvi siano radioamatori molto abbienti, spesso ricchi americani, che impegnano un sacco di soldi che difficilmente riavranno indietro. Ed è anche ovvio quindi che in certi posti remoti e lontani, i radioamatori ci vadano di rado, magari ogni 20 anni. Si capisce quindi che è necessario, per noi che rimaniamo, non farsi sfuggire l’occasione di collegarli…perchè poi dovremo aspettare 20 anni per poter avere un’altra possibilità !

    E così, ecco che iniziamo a conoscere meglio l’isola di Pitcairn, quella degli ammutinati del Bounty; o l’isola Bouvet, gelida e dispersa tra sud America e Sud Africa, nel mare Antartico.

    Di altri nomi prendiamo coscienza, appassionandoci a questa attività:

    Heard, Crozet, Marion, San Felix, Clipperton… Tromelin… Tristan da Cunha… Jan Mayen… l’elenco può diventare lungo… e sfido la gente normale a sapermi dire dove si trovano; un radioamatore appassionato invece non ha dubbi nell’individuare tali entità sul mappamondo.

    E, avendo le giuste conoscenze tecniche e i giusti mezzi, egli è in grado di stabilire l’agognato collegamento radio con questi posti.

    Giusto mentre sto scrivendo, sono “attive” almeno 4 spedizioni importanti.

    Forse la principale è a Heard island, che fatico a descrivervi dove si trova, ma se guardate tra Sud Africa e Australia, piuttosto a sud verso l’Antartide ma non troppo, scorgerete Kerguelen e poco sotto Heard. E’ una isola disabitata dall’uomo, fredda, inospitale. Vi sono però migliaia di pinguini, quindi i nostri spedizionieri avranno buona compagnìa.

    E’ attiva un’altra spedizione, su un’isola francese che si chiama Juan de Nova, vicino al Madagascar; pure questa disabitata, ma almeno fa caldo…forse troppo caldo, 40 gradi, sole battente e “mosquitos” che ti morsicano ovunque.

    Pensate cosa prendiamo su quando si fa una grigliata all’aperto…la griglia, la carne, il tavolino, il pane, l’acqua, la carbonella…tutto solo per mangiare 1 volta e all’aperto ! Questi valorosi si portano dietro le tende da accampamento, viveri e acqua, gruppi elettrogeni e relativo carburante, computer, le radio e le antenne, migliaia di metri di cavi elettrici….proprio un’impresa titanica che è bene avvalorare almeno con un nostro sforzo per collegarli !

    Pensate poi elevare le antenne, che sono di grandi dimensioni, sotto pioggia neve e vento o sotto il sole battente. Chi lo ha fatto anche solo nel proprio giardino può capire.

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